Comunicati stampa

Massimiliano Salini (FI/PPE) “ Tridico: Lavorare meno per lavorare tutti non è ridistribuire ricchezza, ma povertà. Il governo torni sulla terra ”

“Non basta quanto emerso dal Def cioè il fallimento totale delle politiche assistenzialiste del governo ci si mette anche il neo presidente dell’ Inps Tridico – eletto dalla compagine governativa-  a fare proposte fuori da ogni logica. Pensare di riproporre il vecchio adagio comunista “ Lavorare meno, lavorare tutti” non è solo fuori dal tempo, ma è stato già bocciato dalla storia. E’ arrivato il momento che chi ci governa torni sulla terra e soprattutto in Italia.

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Massimiliano Salini (FI/PPE) “ Def: Ridicolo questo balletto del governo sulla flat tax. L’Italia ha bisogno di meno tasse per ripartire, non di assistenzialismo a Cinque Stelle”

Ogni volta che si parla di provvedimenti della Lega, quelli inseriti nel programma del centro-destra, incredibilmente scoppiano polemiche all’interno del governo. È successo con il decreto sicurezza non voluto da alcuni parlamentari Cinque Stelle, sta succedendo ora con la Flat Tax,  con il paradosso di Di Maio che parla addirittura di Flat Tax a scaglioni. Siamo al consueto balletto dell’assurdo in cui i due vice-premier litigano e Tria evidenzia come a fronte di maggiori spese devono corrispondere maggiori tagli o maggiori entrate.

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Massimiliano Salini (FI/PPE) “La battaglia per la difesa del copyright è una delle più importanti di questa legislatura. Dobbiamo difendere chi in Italia produce contenuti di qualità”

La battaglia sul copyright è una delle più importanti di tutta la legislatura. È una battaglia per difendere chi produce cultura e contenuti – ha dichiarato Massimiliano Salini, Europarlamentare di Forza Italia Partito Popolare Europeo durante la discussione in Plenaria – La storia dell’Europa è legata alla creatività, al lavoro e all’arte e bisogna difenderla strenuamente.

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Massimiliano Salini (FI/PPE): “Il Governo firma il memorandum con la Cina: un accordo  inutile, pericoloso e dannoso che non aumenterà l’Export Italiano e che ci pone nei fatti fuori dall’alleanza atlantica”

Oggi l’ Italia firma il memorandum con la Cina, unico paese del G7 a farlo, unico fra le grandi potenze industriali del mondo a legarsi in maniera così vincolante. Nei fatti, nonostante il tentativo da buon avvocato del Premier Conte di sminuirlo definendolo “Un accordo programmatico non giuridicamente vincolante”, è una gabbia che ci lega economicamente e commercialmente alla Cina. Non si può pensare che realizzino un piano di investimenti infrastrutturali così forte per far aumentare l’Export dell’Italia e non per i loro interessi.

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Massimiliano Salini (FI/PPE) “Il voto di scambio Lega-M5S ha salvato il ministro dell’incompetenza Toninelli, ma niente lo salverà dal giudizio degli italiani”

“Nessun accordo politico e di corridoio e neppure un voto a maggioranza ci toglierà dalla testa che Toninelli un incompetente è e incompetente rimane. Lo ha dimostrato in tutte le vicende di cui si è occupato: dall’inesistente Tunnel del Brennero alla Tav, dalle incredibili esternazioni sul ponte di Genova alla gestione dei porti e delle autostrade. Un coacervo di assurdità senza senso. Un accordo con la Lega potrà anche aver salvato per il momento il ministro pentastellato delle gaffe, ma niente potrà salvarlo dal giudizio degli italiani sulla sua incompetenza.”

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Massimiliano Salini (FI/PPE): “M5S sparisce da Taranto: ecco cosa succede quando si fanno promesse irrealizzabili”

“Non posso che elogiare la coerenza morale della consigliera comunale di Taranto Rita Corvace che ha dichiarato: “Ho creduto che il Movimento 5 Stelle fosse la strada giusta, ma il tradimento che ha compiuto non solo nei confronti della città di Taranto, mi costringe a uscire dal Movimento che non rappresenta più le istanze dei cittadini”.

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Massimiliano Salini (FI/PPE): “Il posto di Orban è nel Ppe, ma deve smetterla di fare il furbo sulla questione migranti”

“Viktor Orban deve restare nel Ppe perché eletto democraticamente e con un consenso sempre più ampio. In questi anni ha fatto ripartire l’economia dell’Ungheria dandole una identità chiara e politiche realmente orientate allo sviluppo che si basano su due pilastri cari anche al Ppe: famiglia e impresa. Orban inoltre ha sempre chiesto di rimanere nel PPE e durante il suo mandato ha avuto anche la capacità di correggere diversi problemi segnalati dall’Unione Europa dimostrando così di poter cambiare e adattarsi ai principi comuni”.

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