Così l’Euro-parlamentare questa mattina a Omnibus su La 7 sulla firma del memorandum Italia-Cina sulla Via della Seta

 

“Oggi l’ Italia firma il memorandum con la Cina, unico paese del G7 a farlo, unico fra le grandi potenze industriali del mondo a legarsi in maniera così vincolante. Nei fatti, nonostante il tentativo da buon avvocato del Premier Conte di sminuirlo definendolo “Un accordo programmatico non giuridicamente vincolante”, è una gabbia che ci lega economicamente e commercialmente alla Cina. Non si può pensare che realizzino un piano di investimenti infrastrutturali così forte per far aumentare l’Export dell’Italia e non per i loro interessi.

 

Il memorandum resta un accordo poco chiaro, che ci pone in cattiva luce con i nostri partner storici e che non affronta minimamente i gravi rischi a cui l’Italia viene esposta: il modello commerciale cinese ancora oggi infrange le più elementari regole del mercato sulla competitività, sulle retribuzioni, sui diritti dei lavoratori, sull’inquinamento e l’elenco potrebbe andare avanti ancora. Di certo c’è che questo accordo non tutela la libera concorrenza e i prezzi finali alle quali le imprese italiane hanno diritto e bisogno.”